Che cos’è l’ureo: significato di questo simbolo associato ai faraoni

L’ureo è uno dei simboli di maggiore forza visiva e significato nel mondo dell’Antico Egitto. Per questo, con ogni probabilità, ti capiterà di incontrarlo durante le tue visite nel Paese, soprattutto in musei e templi. In questo articolo ti raccontiamo com’è fatto, che cosa intendeva evocare e dove potrai vedere alcuni degli esempi più iconici.

Descrizione dell’ureo

L’ureo è il classico serpente che i faraoni portano sulla fronte nei loro ritratti. Più precisamente, si tratta della cobra egiziana (Naja haje), una specie tipica del Paese. Viene raffigurata in posizione eretta, cioè in quella caratteristica postura che assume quando un incantatore di serpenti suona il flauto: si solleva e sembra muoversi ipnotizzata, anche se in realtà risponde allo stimolo o alle vibrazioni delle onde sonore.

Questa spettacolare posizione, con la testa sollevata e la parte superiore del corpo allargata e appiattita, è quella che compare nei diademi dei faraoni, senza mostrare la lingua né i temibili denti che usa per iniettare il suo veleno. Del resto, probabilmente fu proprio un esemplare di questa cobra a causare la morte di Cleopatra quando ricorse al suicidio.

Significato dell’ureo

L’ureo è molto più di una semplice raffigurazione di una cobra egiziana. In realtà, è un riferimento alla dea Uadyet, detta anche dea dei serpenti, divinità a sua volta associata alla fertilità della terra o al calore del sole. Ma soprattutto, era la protettrice del Basso Egitto e, in generale, di tutti i faraoni: la sua presenza sulla fronte era un modo inequivocabile per invocarne forza e protezione. Era inoltre figlia del dio Anubi e moglie di Hapi-Meth, e si occupò di allattare il dio Horus, un’altra divinità strettamente legata ai faraoni, poiché fu considerato il primo faraone d’Egitto.

Per questo l’ureo compare anche in molte corone bianche o corone del Basso Egitto (Hedjet), associate a questo territorio che comprendeva il Delta del Nilo. In molti casi, i faraoni che volevano rappresentarsi come legittimi sovrani di questa regione la indossavano sul capo.

Dove vedere un ureo

Trattandosi di un potente simbolo associato ai faraoni dell’Antico Egitto, non ti sarà difficile imbatterti in ureì durante le tue visite. Probabilmente il più famoso è quello della maschera di Tutankhamon, per tutto ciò che rappresenta: è una delle grandi attrazioni del nuovo Grande Museo Egizio di Giza e ha contribuito a conferire un certo misticismo a quest’opera d’arte funeraria del giovane faraone della XVIII dinastia.

Ma in generale, buona parte dei ritratti scultorei dei faraoni include un ureo, perché era quasi imprescindibile nella loro iconografia di sovrano supremo. Lo troviamo, per esempio, nei busti di Amenhotep III o nelle numerose statue in onore di Ramses II. Proprio l’ureo più grande conservato potrebbe essere quello della statua colossale di questo faraone nel Museo all’Aperto di Mit Rahina, a Menfi, dove giace disteso.

Ma con un po’ di attenzione, troverai questi ureì in numerose decorazioni murali di tombe e templi, sempre su teste di profilo, poiché questa era la convenzione nelle rappresentazioni del corpo umano nell’Antico Egitto. Per esempio, negli spettacolari rilievi policromi del tempio funerario di Seti I ad Abido.

Inoltre, il disegno geroglifico che fa riferimento alla dea Uadyet è proprio una cobra eretta, quindi può comparire anche in rilievi di templi, rotoli di papiro nei musei e altri spazi.

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