Museo della Guerra di El Alamein: un luogo di memoria e apprendimento sulla costa mediterranea

Il Museo della Guerra di El Alamein (in inglese, Al-Alamein Military Museum) è un luogo di visita obbligata per tutti coloro che visitano questa città con lo sguardo rivolto a quella famosa battaglia della Seconda Guerra Mondiale. In questo post ti diamo informazioni su ciò che puoi trovare in questo centro di interpretazione e divulgazione, che affronta questo delicato conflitto nel modo più rispettoso e neutrale possibile, per una migliore comprensione e, soprattutto, apprendimento per la pace.

Un po’ di contesto

El Alamein, a circa 100 km a ovest di Alessandria, è una città associata indissolubilmente alla battaglia omonima, avvenuta nel 1942 e considerata un punto di svolta nello sviluppo della Seconda Guerra Mondiale, che ha lasciato anche vestigia sottomarine sotto forma di relitti. Ha visto scontrarsi gli Alleati e le potenze dell’Asse, e le truppe che qui parteciparono direttamente furono le forze dell’Italia fascista e della Germania nazista contro quelle della Gran Bretagna e dell’Egitto, che all’epoca era sotto dominio britannico.

Il combattimento si concluse in parità, ma la vittoria morale cadde dalla parte alleata, che ne uscì rafforzata, intraprendendo nuovi attacchi nel Mediterraneo. E i grandi sconfitti, come sempre, furono i soldati feriti e caduti, lasciando famiglie distrutte nei loro luoghi d’origine: si calcola che ci siano state circa 70.000 vittime, secondo alcune fonti.

Per onorare la loro memoria, furono eretti memoriali (tedesco, italiano e britannico) dai rispettivi stati e associazioni di vittime. E per imparare la lezione di questo disastro umano, fu creato il Museo della Guerra di El Alamein, promosso direttamente dal Ministero della Difesa dell’Egitto.

Com’è il museo

Il museo fu inaugurato nel 1965, quindi è uno spazio con molti decenni di storia. Questo ci fa anche comprendere che la sua proposta museale non è così moderna e interattiva come quella di altri musei di nuova concezione, ma si distingue per la meticolosità nei dettagli e nel racconto di ciò che accadde.

Dispone di tre grandi aree: lo spazio all’aperto, il padiglione dell’esposizione permanente e le sale delle mostre temporanee. Per quanto riguarda lo spazio all’aperto, appena entrati nel recinto, attira fortemente l’attenzione l’armamento pesante delle fazioni combattenti, con carri armati, cannoni d’artiglieria, aerei militari e veicoli corazzati.

All’interno, oltre alla menzionata zona delle mostre temporanee, il percorso della collezione permanente è articolato nel seguente modo:

  • Lobby principale, con abbondanti immagini sulla battaglia, mappe che spiegano le strategie sviluppate e un memoriale per la pace, tra altri pezzi
  • Galleria della Gran Bretagna, che nonostante il nome, include riferimenti alle nazioni del Commonwealth che fornirono truppe, tra cui Canada e Australia
  • Galleria dell’Egitto, molto esplicativa sul ruolo egiziano nella guerra e sull’importanza strategica di questo luogo
  • Galleria della Germania, dove occupa un posto di rilievo Erwin Rommel, soprannominato la ‘Volpe del Deserto’ per le sue operazioni qui
  • Galleria dell’Italia, con informazioni e documenti esaustivi sulle pretese di Mussolini nel Nord Africa
  • Galleria mista, dove sono esposti pezzi e immagini congiunte, per una comprensione e un confronto più semplici

In ciascuna di queste gallerie nazionali, sono esposti documenti, immagini e armi utilizzate nella battaglia. Anche le uniformi indossate dai soldati partecipanti, poste su manichini a grandezza naturale.

Informazioni pratiche sul museo

Se hai intenzione di visitare il Museo della Guerra di El Alamein, devi sapere che il suo orario di apertura è solitamente dalle 9:00 alle 16:00, tutti i giorni della settimana, salvo eccezioni a seconda della data. Non dispone di sistema di audioguida, ma tutte le didascalie sono tradotte in quattro lingue: inglese, italiano, tedesco e arabo.

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