La Valle degli Artigiani di Luxor è un luogo sorprendente, la cui visita può essere un magnifico complemento per chi trascorre diversi giorni in questa città e desidera andare oltre le tombe reali. In questo post ti spieghiamo cos’è esattamente questa valle, dove si trova e quali sono le migliori tombe che, sicuramente, sapranno sorprenderti.
Cos’è e dove si trova questa ‘valle’
Il termine Valle degli Artigiani viene utilizzato per fare riferimento alle tombe costruite dagli abitanti di Deir el-Medina, il villaggio di artigiani dove vivevano i professionisti che lavoravano nelle necropoli della riva occidentale dell’antica Tebe (oggi Luxor). Queste necropoli sono, come abbiamo visto in altri post, quelle della Valle dei Re, della Valle delle Regine e della Valle dei Nobili. Per questo motivo, per creare un parallelismo con esse, si parla di ‘valle’, anche se in realtà si tratta di tombe sparse lungo i pendii delle montagne intorno a tale villaggio.
La sua nomenclatura, invece, è condivisa con quella della Valle dei Nobili. Ovvero, la sigla generica TT (Theban Tomb), a differenza delle tombe dei re (KV, Kings Valley) e delle regine (QV, Queens Valley). In ogni caso, si possono contare più di 500 tombe in questa classificazione, di cui oltre una cinquantina sono decorate e accessibili ai visitatori, anche se alcune potrebbero essere chiuse per motivi di conservazione o altro.
Quali sono le migliori tombe della Valle degli Artigiani
Le tombe della Valle degli Artigiani sono, logicamente, più piccole e umili di quelle di re, regine e nobili. I loro proprietari non disponevano di tante risorse quanto i primi, ma possedevano la destrezza e l’abilità necessarie per la loro costruzione e decorazione, che dovevano eseguire nel tempo libero. Per questo motivo, quelle scoperte sigillate e non saccheggiate sono ancora oggi impressionanti.
Tomba di Sennedjem (TT1)
È inevitabile iniziare dalla Tomba di Sennedjem poiché, come indica la sua numerazione, fu la prima di questo tipo a essere scoperta. Accadde nel 1886 quando l’egittologo spagnolo Eduardo Toda ricevette la ‘soffiata’ sulla sua esistenza e vennero rapidamente avviati i lavori archeologici per evitarne il saccheggio e la distruzione. Comprende un cortile, tre cappelle e diversi pozzi, dove si trovavano i sarcofagi di questo ufficiale di Seti I e Ramses II, oltre a quelli dei suoi familiari. La decorazione, ottimamente conservata, copre 40 metri quadrati sulle quattro pareti e sul soffitto, con scene del Libro dei Morti.
Tomba di Pashedu (TT3)
È un’altra delle tombe di spicco nella Valle degli Artigiani per la sua spettacolare decorazione. Coevo di Sennedjem (del periodo di Seti I e Ramses II), sulle sue pareti si dispiega un ricco programma iconografico che sorprende, ad esempio, per il realismo di alcune scene (una persona accovacciata che beve l’acqua del Nilo) o per le monumentali rappresentazioni dell’Occhio di Horus, del dio Osiride seduto o del dio Anubi in forma di sciacallo.
Altre tombe
Oltre a quelle di Sennedjem e Pashedu, forse le due più spettacolari, possiamo menzionarne altre di grande interesse per diversi motivi:
- Tomba di Nebenmaat (TT219), dai colori limitati ma con una camera interamente decorata, inclusa la volta
- Tomba di Inherkha (TT359), caposquadra ai tempi di Ramses III e Ramses IV, con scene del Libro dei Morti e delle Porte, con offerte e affreschi di grande qualità
- Tomba di Kha e Merit (TT8), il cui contenuto è stato portato a Torino (oggi nel Museo Egizio di quella città), ma la cui scoperta è stata un’altra pietra miliare nella conoscenza di Deir el-Medina e delle necropoli tebane